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La Scuola di Yoga “Sùrya” nasce nel novembre del 2003 per iniziativa del suo fondatore Ottaviano Fuoco, studioso di cultura indiana ed insegnante di Yoga, come Associazione Sportivo Culturale US ACLI, riconosciuta dal CONI.
La scuola è un centro dove è possibile praticare lo HathaYoga e non solo, possiede una biblioteca ed una Sala da thè. Organizza seminari di Shodo e di Nada Yoga, incontri di studio, concerti, conferenze, approfondimenti sulle discipline orientali.

mercoledì 3 aprile 2013

Impressioni di febbraio/marzo


“Fevraru curtu e amaru”...”marzo è pazzo!”
Pare che i proverbi oltre a rimanere validi ed intatti nel tempo, non sbaglino mai!
Due eventi storici si sono verificati a febbraio, guarda caso nello stesso momento: il Papa che si dimette (...ma non si diceva “ad ogni morte di Papa”) e un “non governo” che si ricandida (...ancora?).
Sull'inconsistenza, le bugie, gli imbrogli e gli eufemismi della dottrina cattolica è superfluo anche farne accenno... chissà quali complotti internazionali hanno causato le “dimissioni” di un Papa, come se dimettersi da una “vocazione divina” fosse una cosa normale.
Ci si dimette da un club, da un'organizzazione, da una multinazionale...non certamente da un “impegno spirituale”. Di tutte le discussioni, le giustificazioni o le scusanti dette da menti annebbiate e confuse non voglio parlarne.
Ad ogni modo “non tutti i mali vengono per nuocere” (aridaglie con i proverbi!), perché “dimesso” un Papa se ne fa un altro... e meno male che Francesco I è un tipo con le palle: un uomo splendido, forte, sincero, ammirevole, che con il suo agire ha palesemente evidenziate che il potere e la brutale ignoranza che per secoli i vari signori del conclave del Vaticano hanno esercitato sulle persone.
Beh...tutte le mattine prego anche per Papa Francesco, come per tutti gli esseri. Spero solo non lo facciano fuori!!
Passiamo alla politica? Ma no...ma si dai, solo un po', giusto per divertirsi, visto che i personaggi della costellazione politica italiana sono dei simpatici burloni. Devo dire che provo un certo “sconforto organico” (frase rubata alla mia amica Marta!) nello scrivere qualcosa su questi predoni del bene comune. Solo qualche dato sulla repubblica italiana: peggiore competitività a livello mondiale, numeri uno al mondo per burocrazia; giustizia più lenta, corrotta e macchinosa del pianeta, maggior numero di infrastrutture obsolete e fatiscenti d'Europa; scarso collegamento ad internet (42° posto al mondo); numeri uno della criminalità organizzata; da dati ISTAT tasso di disoccupazione al'11,7% pari a 3 milioni di italiani, per non parlare del sud.
Ok..può bastare!! Cosa si dovrebbe commentare... le azioni MAFIOSE che continuano impunite? Oscene all'inverosimile? Amministratori comunali, provinciali, regionali e tutti gli altri politici di m... dovrebbero farsi un esame di coscienza, sempre ammesso che ne siano capaci, s'intende, ma soprattutto bisognerebbe vedere se una “coscienza” ce l'hanno.
Ignoranti, arroganti, ladri e ciarlatani... per anni hanno rubato, sfruttando la debolezza degli italiani i quali non sono esenti da colpe. Premetto, altrimenti qualcuno sentendosi la coda di paglia potrebbe offendersi, non tutti gli italiani... ma una buona percentuale, che è facilmente percepibile date le condizioni in cui naviga il nostro paese.
Buona parte degli italiani sono incivili, omertosi e con la “mafiosità” nel sangue. Praticamente vivono pensando di essere nel paese dei balocchi o nella “Terra dei Cachi” (ricordando Elio) che dir si voglia, la cui ciurmaglia umana è divisa in volponi e pecore.
Beh, Paolo Borsellino diceva: “Politica e mafia sono due poteri che vivono sul controllo dello stesso territorio: o si fanno la guerra o si mettono d'accordo.”
Detto questo, non credo ci sia più bisogno di dire altro. Solo una piccola riflessione pensate che siano gli uomini politici a governare le sorti del pianeta? Non so se vi siete accorti delle multinazionali... i mostri invisibili!
Per fortuna che ora i politici avranno un Grillo per la testa... speriamo succeda qualcosa di DIVERSO!
Ed eccomi al punto... DIVERSO, cavolo, qualcosa che si evolvi si trasformi, cose nuove. Invece no, diciamocelo... l'italiano medio è MONOTONO: tutte le mattine cappuccino e cornetto. Dagli anni 60 ad oggi, al Festival di San Remo vince sempre la stessa canzone melanghe. Ogni tanto qualcuno ci prova, tipo Elio e le Storie Tese con la “canzona monotona” (ecco appunto)... e anche in questo caso copiata dal grande musicista brasiliano Jobine (Samba de uma nota sol).
Non so se ricordate il film “Viaggi di Nozze” di Verdone... alla fine del film, i due sposi novelli non fanno più l'amore, sono “stravaccati” sul divano e lei dice “...nun so me sento..APATICA”.
Possiamo dire che l'atteggiamentoo monotono è figlio dell'apatia degli italiani...bisognerebbe “dasse na mossa!”
Capita anche nella nostra Scuola che ogni tanto che qualcuno si abbandoni alla propria pigrizia o che si lasci travolgere dall'accidia! ACCIDIA: è l'avversione all'operare, mista a noia ed indifferenza, negligenza, indolenza, inerzia. “Rattristarsi del bene Divino”. Dante diceva che è “vizio per difetto dell'ira”. Petrarca la definiva “Funesta malattia dell'anima”.
La pratica dello Yoga tende proprio a distruggere tanti atteggiamenti... per questo l'insegnate, ogni tanto “sgrida”!
A volte qualcuno è indolente anche mentre esegue le asana... bisogna che stia attento, altrimenti un giorno o l'altro si farà male.
A proposito di “abitudini” (“...sono un abitudinario... (E.EL.S.T)), anche febbraio e marzo, sono stati mesi nei quali l'affluenza alle lezioni Yoga ha avuto l'esatto andamento degli anni passati:”...eh, sai, febbraio è fatto di meno giorni, quindi che mi iscrivo a fare?”; “...a no a febbraio non mi iscrivo che devo andare a fare la settimana bianca!”; “impossibile iscrivermi a marzo...c'è Pasqua!!”, potrei raccontarvene delle altre, per non parlare delle serate-incontro su temi, a mio avviso, molto interessanti per il contributo che danno alla profondità della pratica Yoga. La partecipazione è alquanto scarsa se consideriamo che su circa quaranta allievi Surya se ne presentano al massimo una quindicina. La cosa singolare è che proprio quelli che non partecipano MAI, vengono a dirmi “ ma non organizzi niente quest'anno?”; e quelli che vengono a praticare lo Yoga ogni tanto mi chiedono “ma lunedì di pasquetta è aperto?”.
E' triste constatare come si invecchia senza crescere... l'Italia è un paese con una posizione geografica meravigliosa, un patrimonio culturale invidiato in tutto il mondo, una terra fertilissima, un clima mite, con un territorio facilmente percorribile... ed invece di ringraziare “il Signora” (o la Divinità in cui si crede), abbiamo distrutto e continuiamo a distruggere tutta questa bellezza.
“Dio da il pane a chi non ha i denti”...torna cu 'sti proverbi!
C'è gente, da Roma in su, che pagherebbe per avere nel quartiere della propria città un centro come Sùrya Scuola Yoga dove, al di là del basso contributo mensile, se rapportato al costo degli altri centri Yoga in Italia e nel mondo, tutte le attività extra sono gratuite... probabilmente è proprio questo il problema.
Il mio sorriso e la forza che, comunque, mi fa continuare nella mia attività, sono conditi dal grande cuore e dalla grande determinazione degli allievi che hanno poca sabbia sugli occhi e che quindi ci VEDONO bene: un inchino a mani giunte ed un Respiro profondo dal mio cuore al loro!
Raggiungi il vuoto e l'apertura.
Coltiva la calma.
Assorbi l'armonia.
Mentre le diecimila cose sorgono e svaniscono, contempla il loro ritorno alla radice.
(LAO TZU)

Buona Pasqua a voi ed alle vostre famiglie.
Namastè

martedì 5 febbraio 2013

Impressioni di Gennaio


Il cliente di una compagnia aerea era intestatario di una RATP, cioè una carta di credito presso la compagnia. Si trattava di un utente frequente, un buon cliente della compagnia.
Un giorno il servizio contabile notò che il cliente aveva smesso di servirsi delle linee di quella compagnia, per tale motivo fu inviato un ispettore per chiedere spiegazioni al cliente, il quale raccontò di un volo, durante il quale, avendo molta sete chiese un bicchiere d'acqua, che gli venne servito. Ne chiese un altro, che stavolta gli venne servito in maniera scorbutica e con atteggiamento totalmente fuori luogo da parte dell'hostess di turno. Il cliente rispose: “...grazie non ho più sete.” e fu il suo ultimo viaggio con quella compagnia.
Classico esempio di quello che i giapponesi, per cultura, chiamano KIMOCHI, cioè: conta più il modo di porsi, di fare le cose, che non quello che si fa.
Ovviamente, dato che il KI (energia, anima, sentire) appartiene alla sfera del SENTIRE e non all'ambito della CONOSCENZA, è chiaro che nella società moderna, per come è impostata, è come parlare di cose dell'altro mondo!
Ora pretendere che le persone riacquistino le capacità INTUITIVE è davvero un'utopia, e non biasimo nessuno, però credo che ci dovrebbe essere un minimo di attenzione in più a livello “sociale”.
Non so, può darsi che la mia impressione sia errata, ma osservo molto ed in maniera attenta e distaccata e noto che la maggior parte della gente è superficiale, si lascia trascinare dalle mode, dalle cose superflue. Distratta dai bombardamenti pubblicitari si lascia trascinare da ciò che “mamma TV” impone quotidianamente.
Così continuando si rischia, sperando non sia già troppo tardi, di diventare degli schiavi telematici, degli zombie forzati, senza un minimo di amor proprio e senza nessuna capacità nel SENTIRE.
In questi giorni ho visto contemporaneamente due situazioni opposte, all'eccesso: al telegiornale l'allarmante notizia dell'arrivo della terribile pandemia influenzale che a giorni dovrebbe colpire l'Italia (nà catastrofe!!), ed ecco che la medicina ufficiale impone assolutamente il vaccino, unico “rimedio” a questa terribile piaga!
Dalla sponda opposta ecco la New Age con le sue panacee psico emotive. Su Facebook appare un link nel quale si afferma che ogni disturbo del corpo fisico sia causato da una problematica emotivo-psicologica, del tipo “hai mal di gola? Non riesci a comunicare con il prossimo; hai mal di pancia? Non riesci a digerire una emozione negativa”. Ma va a finire che se mi fa male un piede è perché non ho dato un bel calcione a qualcuno che mi stava sulle scatole!!!
Due estremi...i medici ( per ogni cosa anche la più banale ci vuole il farmaco) e gli alternativi ( ogni cosa, anche la più banale, è riconducibile ad un qualcosa di psicologico). Due estremi ma con lo stesso punto di vista limitato.
Da Lao-Tsu al Buddha, da Gesù a tutti i patriarca dello Zen, ci hanno da secoli suggerito “la Via di mezzo”...che, attenzione, non consiste nel nostro caso ad un mix di farmaci e cure psicosomatiche!!
La VIA DI MEZZO consiste nel realizzare il RISVEGLIO, cioè rendersi conto di chi veramente siamo, quanto ci conosciamo e quanto conosciamo la nostra RELAZIONE con la Natura.
Quando questo viene attuato si sarà capaci di discernere ciò che apporta beneficio al nostro organismo da ciò che nuoce. Qualcuno potrebbe chiedersi “ma come faccio?”
Vi assicuro, i mezzi coi sono...anche a Rende!!!
Ritornando al KIMOCHI, cioè “il modo di porsi”, bisognerebbe impegnarsi ad applicarlo nella vita quotidiana, al bar, alla guida della propria automobile, al cinema e nei rapporti sociali, semplicemente stando un po' più attenti e rendendosi conto in quale luogo o situazione ci si trova.
In fondo al barista, il fatto che siamo arrabbiati con nostra sorella, non gliene importa un fico secco...a lui importa solo che gli venga ordinato un buon caffè con gentilezza, allo stesso modo come noi desideriamo che ci venga servito un buon caffè, con gentilezza.
Saltiamo l'argomento: “GUIDARE BENE”. Una chimera!! anche perché presto pubblicherò qualche dritta sui mezzi di trasporto stradali, struttura e tecnica.
Al cinema i film dovrebbero essere gustati nel silenzio e nel rispetto del prossimo...invece succede l'esatto contrario.
Diamo un occhiata alle relazioni sociali e in maniera particolare (cosa assai più grave e seria) alle relazioni di AMICIZIA.
Che esistano delle priorità nella nostra breve vita è innegabile, ma quali sono: 1)RESPIRARE, 2)BERE, 3)CACCA E PIPI', 4)DORMIRE, 5)MANGIARE, 6)FAMIGLIA 7)STARE A CONTATTO CON LA NATURA, 8)AVERE CORRETTE RELAZIONI SOCIALI, 9)COLTIVARE LE AMICIZIE. Non ho inserito nell'elenco le voci LAVORO e ISTRUZIONE, in quanto credo siano una logica conseguenza delle altre voci.
Nell'era della tecnologia è diventato molto più semplice (direi anche meschino) inviare un messaggio per disdire un appuntamento, per dire che non si è avuto tempo, per trovare qualunque scusa che giustifichi un'assenza o una mancanza di responsabilità, in modo da “scaricare” la propria coscienza. E' normale che tutti abbiano dei problemi, a tutti può capitare di avere delle rogne o di dover far fronte a delle necessità che scalano l'elenco delle priorità, solo che sarebbe molto, molto, molto più carino DIRLO, ancor meglio dirlo a voce, guardandosi negli occhi specialmente nei confronti di quelle persone che consideriamo AMICI.
A Scuola Sùrya la libertà è il principio base, ma bisogna avere ben chiaro cosa vuol dire libertà e bisogna anche capire che una volta conquistata con un lavoro duro e faticoso, bisogna saperla CUSTODIRE e non farla infracidire.
Un'altra “Impressione di Gennaio” è sul seminario di calligrafia giapponese. Sin da giovane età e affrontando non poche spese e sacrifici, sono sempre partito per il nord Italia per partecipare a seminari culturali, medici ed artistici che nel nostro amato sud non si trovavano. Ora , che da un po' di anni a questa parte, a Sùrya, si organizzano finalmente dei bellissimi seminari tenuti da maestri qualificati e raffinati...devo sempre fare i salti mortali per raccogliere il minimo di adesioni per far si che i seminari si realizzino ed i maestri vengano giustamente pagati.
Norio Nagayama è uno dei pochi maestri dell'arte calligrafica giapponese vivente. Ormai dal 2006 tiene regolarmente dei seminari sullo studio di questa nobile arte.
Devo amaramente constatare che lo scorso 20 gennaio eravamo solo in 8 e solo grazie all'aiuto di MARIA TAVERNITI, MICHELE FOCO e ANGELA SEIDITA, che hanno dato il loro prezioso contributo, abbiamo potuto pagare il maestro e fare il seminario. Ringrazio, ovviamente, anche gli allievi che hanno partecipato, Francesca Aiello, Anna Bernardo, Francesca Bozzo, Elena Diaco, Isidoro Bonfilio, Annalisa Ortino, Medinapaola Iantorno e Rosaria Grisolia.
Vi lascio con un pensiero...in questo caos della moderna vita nevrotica, che ci stressa quotidianamente, non è difficile capire qual'è il rimedio: sedersi dieci minuti al giorno e semplicemente stare insieme al nostro RESPIRO.
Alla fine basterebbe accorgersi che l'esistenza è molto più eccitante, divertente, gioiosa e tranquilla di come noi catastroficamente la intendiamo.
Namastè  

lunedì 7 gennaio 2013

Impressioni di Dicembre

"A Natale, è Natale e si può dare di più...", commovente la canzoncina della pubblicità del sig.Bauli. Ma si può essere più viscidi di così? Comodo sfruttare l'immagine di bimbi puliti, sorridenti, buoni...perfettini, che mangiano il panettone Bauli, con la canzoncina subdola che sottolinea di "amare" solo perchè è Natale. Certo, mi raccomando, solo a Natale!!!
"Il sig.Robinson", un film nel quale Paolo Villaggio recita la parte di Robinson Crusue, naufragato in un isola selvaggia...c'è una scena dove il protagonista spiega il significato del Natale al selvaggio Venerdì ( che nella comemdia di Villaggio è invece una splendida donna di colore) dicendo "dalle mie parti ora è Natale, una festa durante la quale tutti si scambiano regali."
Ora , ironia a parte voglio ricordare anche se può apparire scontato che il Natale è una solennità liturgica del calendario Cattolico-Cristiano, in cui si ricorda la natività di Gesù Cristo, per cui dovrebbe essere vissuto esclusivamente come un momento di riflessione e di pace. Babbo Natale che porta i doni ai bambini (ripeto...ai bambini!) non c'entra per niente con la ricorrenza della nascita di Gesù. La storia del vecchietto Santa Clause (San Nicola) ha varie origini: tra le più antiche c'è quella Celtica che narra del dio Odino a caccia con il suo destriero bianco, nutrito dalle carote ed ortaggi lasciti nelle calze appese dai bambini delle contrade. Odino li ricompensava con dolciumi in dono. Un'altra leggenda parla di un vescovo cristiano di Mira (Turchia) che resuscitò alcuni bambini diventandone il protettore. (San Nicola - IV Secolo dC). Tali leggende raggiunsero gli USA attraverso commercianti Olandesi, nel corso degli anni la fervida fantasia degli statunitensi si unì al loro innato senso del business... conosciamo bene il seguito della storia che ad oggi insieme alle canzoncine è viva più che mai!
Ma concentrandosi sulla liturgia cattolica, credo sia elementare che lo spirito di questo rito del Natale dovrebbe avere come tema centrale la pacifica riunione della famiglia e la comprensione compassionevole e vicendevole dei membri stessi, che se applicata avrebbe come risultato "il vivere" questi giorni in maniera serena e tranquilla.
Babbi Natali a parte l'impressione che mi ha più impressionato questo dicembre 2012 è "A PRESSA!"...ma non una fretta normale, bensì una fretta isterica, quasi una fisiologica schizzofrenia, un virus ad alta morbosità che colpisce senza pietà i moderni umani e che si scatena nei periodi delle feste solenni. Tutti invasati nella corsa folle a comprare i regali di Natale e riempire le dispense delle più improbabili cibarie che, nelle vigilie e nei giorni seguenti, riempiranno le pance fino a scoppiare (...la fame nel mondo?!?) fiondandosi sulle poratte come gli antichi vichinghi delle lande nordiche al ritorno da feroci battaglie!
Ma...durante le "feste", non ci si dovrebbe RILASSARE rallentando un pò?
Il fatto singolare è che giunti questi periodi a causa di questi vitali, improrogabili e importantissimi  impegni mondani...TUTTE le altre cose passano in secondo, terzo piano compresa la SALUTE.
Anche Sùrya Scuola Yoga è stata letteralmente DISERTATA nel mese di dicembre, daltronde come ogni anno.
Mi sa tanto che l'anno prossimo chiudo anch'io a dicembre... e certo: sennò come faccio a comprare i regali di Natale ?!?!
Tra le afflizioni del mondo moderno c'è senza dubbio quella di ottenere "tutto e subito".
aggiungere l'obiettivo, ottenere il risultato, pare sia la cosa più importante... più importante della vita stessa. SI, avete letto bene: più della propria vita!
Come al solito, l'uomo moderno perde di vista il valore delle cose importanti: dedicarsi alla cura della salute attraverso una valida attività fisica e mentale; gustare cibi, libri, panorami, giocare con i bambini, passegiare nella natura, stare semplicemente a parlare con gli amici. Sono cose semplici e gratuite da coltivare per avere una buona chiarezza mentale e sviluppare una robusta armonia con se stessi e con gli altri.
L'uso improprio dei moderni mezzi tecnologici sta contribuendo in maniera negativa allo sviluppo di un atteggiamento mentale superficiale, anti culturale e alienante.
L'insofferenza di dover arrivare subito, di ottenere un risultato, è causato da una visione distorta della realtà.
Tale atteggiamento non permette di connetteresi con il reale con la vita e di conseguenza genera ansia, depressione e nervosismo.
La bellezza il gusto della corsa sta proprio NEL correre, nell'ascoltare i propri passi e godersi il sudore.
Il beneficio vero del cibo c'è MENTRE si mangia tranquillamente, senza fretta.
Il bello dell'arrampicata è gustarsi la roccia MENTRE si scala.
L'essenza nell'arte della calligrafia si sente MENTRE si scrive.
Così le asane dello yoga apportano i veri benefici MENTRE si eseguono, con corpo mente e respiro nel QUI E ORA.
Namastè

sabato 15 dicembre 2012

Impressioni di Novembre


“A gatta ch'è 'mparata aru salatu, pocu sinni frica d'i fischi i Pica!”
...è un vecchio proverbio calabrese: il gatto “cannaruto” (golosone) e furbo, mal abituato a rubare “ù salatu” (salsicce, prosciutti custoditi nella dispensa), non si interessa dei rimproveri ( i fischi i Pica), la Pica è il nome dialettale di un uccello che ripete un verso insistentemente.
E' per sottolineare il fatto che nonostante venga detto, ormai giornalmente, di spegnere le luci negli ambienti della nostra Scuola Yoga...devo SEMPRE fare il giro di tutte le stanze per spegnerle.
Probabilmente “è più forte di voi”, non ce la fate...proprio come una ragazza universitaria che alloggiava nella stessa casa delle studente dove soggiornavo anch'io, la quale infilava furtivamente uno stecchino nel campanello di ogni porta, in modo da incastrare l'interruttore che continuava così a suonare, con una bandierina attaccata sulla quale c'era scritto “è più forte di me”!
Novembre è stato un buon mese di pratica, sana e robusta la presenza e la frequenza alle lezioni. Gli allievi tutti hanno messo l'anima nella pratica delle asana (qualcuno l'ha anche lasciata sul parquet).
Ho cominciato ad introdurre la pratica del SUONO nelle lezioni... e, impatto imbarazzante e timidoso a parte, devo riconoscere che pian pianino tutti sono riusciti (TUTTI TUTTI NO!) a far venire fuori la propria voce. Vorrei ancora una volta ricordare che NESSUNO è stonato in natura (nemmeno mia sorella). Dire: “no no, io non canto...sono stonato!” è come dire “io non so fare la pipì!”
Il fatto di emettere un suono più o meno armonioso dipende da due fattori: il rilassamento e l'ascolto. E' ovvio che se uno è “teso”, ansioso, nervoso e non ascolta non ha la capacità di riprodurre un suono bello.
Analizziamo due casi. Il primo è la “riproduzione” di un suono, cioè emettere un suono appena ascoltato; il secondo è la “produzione” di un suono, cioè emettere un suono senza averlo ascoltato prima. Nel primo caso quello che bisogna fare è semplicemente ASCOLTARE per cantare lo stesso suono, ovvero la stessa nota. Per ascoltare bisogna prestare ATTENZIONE, non bisogna lasciarsi distrarre da niente, neanche dal pensiero o dalla convinzione di essere “stonati”.
Nel secondo caso, la produzione di un suono, bisogna prenderlo dal proprio corpo, dal proprio cervello e farlo venire fuori. In questo caso è molto più dura (...oppure più facile per chi non si preoccupa dell'intonazione).
Ora facciamo un po' di chiarezza su un concetto che sicuramente sfugge ai più...confondere il significato dei termini!
Bisogna innanzi tutto RILASSARSI (va bene anche “stravaccarsi” in poltrona o sul letto) e iniziare a respirare, immergersi nel proprio ritmo respiratorio e portare un sorriso dentro. Quando la mente si è acquietata, durante l'espirazione (anche perché inspirando risulta difficoltosetto...comunque potete provare...per carità!). Fate vibrare una emme a labbra socchiuse. Ripetete per circa un minuto, quindi lasciate uscire una A, semplicemente aprendo la bocca, senza forzare la gola. Dopo un po' di pratica sentirete che il suono proviene da tutto il corpo.
Ma come si caratterizza una emissione sonora? Una emissione sonora ha quattro caratteristiche: il Tono Muscolare, il Volume/Intensità, Altezza/Frequenza ed il Timbro.
Il TONO MUSCOLARE è la caratteristica fisica del corpo da cui proviene il suono.
L'INTENSITA' (VOLUME) è la qualità che distingue i suoni in deboli o forti e dipende dalla forza con cui i corpi sonori vengono eccitati e dalla distanza dalla fonte sonora di chi ascolta.
Il TIMBRO è la qualità del suono che permette di distinguere due suoni diversi che hanno uguale INTENSITA' ed ALTEZZA. Ovvero è quell'attributo della sensazione uditiva che consente all'ascoltatore di identificare la fonte sonora, rendendola distinguibile da ogni altra. Questo “parametro” del suono musicale, insieme all'altezza ed all'intensità, suggerisce numerose analogie con il COLORE. Infatti il Timbro viene designato come “Colore del Suono”.
In sintesi: è elementare che ognuno abbia una sua propria voce caratteristica!
L'ALTEZZA è la Frequenza fondamentale di una nota musicale o suono che viene percepita ed è una caratteristica del suono. L'ALTEZZA è la qualità che permette di distinguere se un suono è ACUTO o GRAVE e dipende dalla frequenza dell'onda sonora che lo ha generato. Più la frequenza è elevata più il suono ci sembra ACUTO, mentre più la frequenza e bassa più il suono apparirà GRAVE. Il sistema di Percezione Uditiva umano, in alcune circostanza, può avere anche difficoltà a distinguere differenze di altezza tra le note.
Se su un pentagramma musicale andiamo a rappresentare due note ad esempio due RE anche se fatte vibrare (cantate o suonate) con uguale TONO MUSCOLARE e stessa INTENSITA' (volume) e stessa DURATA, la FREQUENZA (altezza) può essere differente.
Semplificando, un uomo rispetto ad una donna ha un corpo differente ed in maniera del tutto naturale farà vibrare i suoni ad un'altezza GRAVE (bassa), mentre la donna ad un altezza ACUTA (alta), ma entrambi possono “armonizzare” (cantare) la stessa nota.
Dunque non lamentatevi più quando non riuscite a gustarvi le lezioni di Yoga sul canto, perché nessuno è stonato...fermo restando che “non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire”.
Namastè